Il Kosovo è cambiato e lo si nota subito appena messo piede a Pristina. La giovane capitale, con i suoi 200mila abitanti, è il centro culturale, economico e artistico più importante del Paese, una destinazione da visitare ora, prima che tutti quanti se ne accorgano. Il cuore della città è Bulevardi Madre Teresa (il lungo viale pedonale dedicato alla suora e santa nata a Skopje da una famiglia originaria del Kosovo), intorno al quale si sviluppa un dedalo di viuzze dove sono spuntati come funghi ristoranti, caffè, locali alla moda, opere di street art e curiose installazioni urbane volte a tutelare l’ambiente. Non è un caso che il New York Times l’abbia definito come uno dei quartieri più cool dei Balcani. Per rendersene conto, basta entrare da Soma Book Station il locale più all’avanguardia di Pristina, a due passi dal monumento Newborn (innalzato il 17 febbraio 2008, giorno della dichiarazione dell’indipendenza del Kosovo dalla Serbia): avvolto da un giardino rigoglioso, il bar ospita al proprio interno una notevole collezioni di libri, un flipper, una serie di divanetti, un palco per le serate live e una cucina ai cui fornelli vengono preparati piatti di qualità con prodotti coltivati nelle campagne intorno alla città. Qualche passo più avanti, ed ecco che spunta Dit’ e Nat’, altro caffè, libreria, spot per pranzi veloci a base di piatti vegetariani e punto di ritrovo imperdibile tra i giovanissimi di Pristina.

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